un filo di Sophia

Menu

7 - Sull'amore. I due momenti del suo formarsi: il grado animale e il grado umano.

La realtà dell’amore, nella specie umana, comincia a manifestarsi quando comincia ad affiorare la capacità delle singolarità esistenti di riconoscersi. E successivamente di viversi e riviversi, lasciandosi intatte e immuni da danno.
Sono immedesimate in altre singolarità, tuttavia sono lasciate a se stesse intatte.
Immedesimate in chi le vive e tuttavia lasciate esistenti a sé inviolate. Esse che così vivono altri, e sono da altri vissute, affermano la vita più intensa, più alta, più felice.

 

L’immedesimazione a sé dell’altro come amore che lascia inviolati trascende l’immedesimazione a sé dell’altro come cibo che distrugge.

 

Il desiderio dell’altro in un primo tempo si realizza come cibo. Cibo della fame altrui che brama di internare in sé la vita di altri. Che ha bisogno di sentire la vita dell’altro in sé, ma la sente togliendo l’altro dall’esistenza. La sente e si sente vivificato da lui come nutrimento per sé, ma è nutrimento con distruzione che deve ripetersi sempre ed esige sempre l’esserci dell’altro di cui sente la necessità insopprimibile, ma che non sa proteggere e lasciare alla sua vita. L’animale non ha ancora inventato strumenti di vita per fare ciò!

 

Questo è il primo momento in cui la necessità di vivere di altro si fa sentire feroce. Primitiva e feroce. Perentorio bisogno di cibo, a cui non è possibile sottrarsi. Perentorio bisogno di internare l’altro. Impossibilità di vivere, se non si vive di lui. Ma si vive di lui, annientandolo. Questa è la rozza violenta fase iniziale che prepara da lontano l’amore.

 

Questo è il regno animale.

 

Poi dall’evoluzione affiora la specie umana. E il bisogno di interiorizzare l’altro e viverlo si approfondisce, si raffina e si manifesta in tutt’altra forma.

 

Il secondo momento è quello in cui, nella fase matura, la struttura di immedesimazione dell’altro in sé si eleva, la fame si potenzia e si eleva, si
purifica e muta forma ed espressione, pur restando insopprimibile fame.
Allora dell’altro si “mangia” quello che lui all’esterno mostra di sé, nell’atto che porta all’esterno tutto se stesso, nella parola, nel pensiero, nell’arte, nel fiero sentimento della giustizia, nel fiero sentimento della sua esistenza. Cioè l’altro assume una forma tale che ci permette di nutrirci di lui, internandolo, internando la sua interiorità che si esteriorizza. E questa sua esteriorizzazione,17 che trascina con sé il suo mondo interiore, noi la mangiamo, ne abbiamo fame.

 

Noi infatti non possiamo vivere, senza che essa viva dentro di noi. Ma mentre viviamo di lui così intensamente, lui, l’esistente che amiamo, resta fuori di noi, vivo, splendido, intatto.
Nella fase più alta delle relazioni umane avviene questa cosa. Si chiama amore.
Perché il secondo momento passi ad essere, è necessario che le singolarità esistenti del grado umano sviluppino l’ originaria creatività, è necessario che “secernano” dall’interno di sé forme aeree di espressione di sé, sempre nuove.

 

Per viversi e venire vissute, è necessaria la creatività profonda esteriorizzante.
Anche il corpo, per vitalizzarsi e animarsi di nuova vita , ha bisogno della creatività dell’esistenza altrui, delle sue aeree “secrezioni” interiori, che come
gocce di rugiada plachino la nostra sete e come pane plachino la nostra fame.
Se le singolarità non si esteriorizzino nelle forme viventi della loro creatività, decadono. E decadono nello stesso tempo le singolarità che hanno bisogno di nutrirsi di loro. La vita tutta decade.

 

Se non possono nutrirsi le une delle altre in questa forma di accoglimento senza distruzione, le singolarità, restando prive del cibo vivificante, decadono e
muoiono. Oppure deviano e brutalizzano le loro energie
Da tutto questo si vede come l’amore non possa mai essere meccanicismo di godimento.
Seduti accanto alla persona amata, senza dire nulla, senza fare nulla, si sente arrivare la gioia che scaraventa lontano i paradigmi del mondo e, quando ci spinge verso un abbraccio, questa è poesia.
Date voi stessi da mangiare alle folle…
Nell’aria galilea si udivano queste parole… date voi stessi da mangiare alle folle…e se non mangiate la carne del figlio dell’uomo e non bevete il suo
sangue non avrete la vita in voi…

Gesù aveva capito che la vita umana era, nella sua espressione più alta, il nutrirsi reciproco. Il mangiare l’uno la carne dell’altro e il bere il suo sangue,
attraverso la vita aerea della parola e la poesia del sentimento, è il senso nuovo in cui la vita umana deve poter configurarsi e di cui il corpo stesso ha bisogno per sentirsi rinvigorito, animato e felice.


Il vivere dell’altro come divoramento e il viverlo totalmente senza divoramento, sono la stessa struttura desiderante che in due momenti assume configurazioni diverse: quella infantile e rozza e quella matura e luminosa.
Nella internalizzazione matura, dove si vive della creatività dell’altro, lasciandolo immune da danno, resta il bisogno di assumere l’esistente di grado
inferiore come cibo, resta il “mangiare” con distruzione.
Ma questa è forse una necessità di immedesimare le strutture di relazione che lui ha costruito in se stesso, perché noi, appoggiati ad esse ne possiamo
costruire di nuove.*

 

L’altro che si continua a mangiare, distruggendolo come altro, se si afferma la fase matura della capacità di viverlo in noi, lasciandolo intatto, cioè se si
afferma l’amore, questa fase matura redime la fase precedente.
Ci assolve dalla distruzione che siamo costretti ad attuare, mangiando l’altro da noi, ma spazzando via dall’esistenza la sua vita.
Se la fase matura non si afferma, resta come un’ombra di colpa.
*
Nell’atto dell’assumere cibo, l’introiezione delle strutture di relazione dell’altro, che si mangia, sono più importanti della molteplicità delle proteine, glicidi, lipidi, vitamine, oligoelementi, così come nell’interiorizzazione di un pensiero sono importanti le strutture di senso che esprime, non le singole
parole e le singole frasi.

Condivi su:

Lascia un commento

Informativa: questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi