un filo di Sophia

Menu

8 - Contro l'ordine duale e desiderante dell'esistenza

Adesso bisogna porsi alcune domande circa il perché non si sia affermata la via dell’eros che porta estrosamente all’invenzione di amore, ma si sia invece imposta la via del controllo tecno-scientifico della realtà e della governance neoliberista a guida del mondo.

Se la struttura dell’esistenza deve necessariamente essere concepita (e vissuta) come energia originaria a forma duale erotica, in ogni grado gli esistenti sono spinti a desiderarsi e “frequentarsi” con modalità proprie del grado.


E perché il desiderio sussista, gli esistenti devono sussistere insieme, riconoscersi e conoscersi, desiderarsi e viversi nelle forme elevate che la specie umana è chiamata ad attuare nell’atto di esplicitare la sua esistenza.

Se viene meno un polo della relazione, anche l’altro viene meno, perché viene meno il desiderio, cioè l’energia, che non ha a chi rivolgersi, né dove dirigersi.


Perciò non ha senso uccidere e menomare il prossimo, perché chi lo fa e annienta l’altro, annienta anche se stesso.
Allora il grado umano è quello chiamato, in modo perentorio e decisivo, a un lavorio di formazione di sé, in cui si affermino individualità in grado di rispettarsi, riconoscersi, capirsi, viversi, lasciandosi immuni.
Ma per quale ragione questo non è accaduto?

Cosa è successo?

 

 

Bisogna individuare l’ atto iniziale del violento cambio di rotta che ha sbarrato all’esistenza umana di proseguire il suo corso.
Si deve riuscire a cogliere quando è sorto, e in cosa consiste, l’originario atto di sopraffazione che ha violato la sostanza umana e trasformato in inferno la poesia della vita.


Bisogna capire qual è stata la prima forma in cui il Tu è sparito dall’orizzonte di senso dell’agire e del pensare umani. Bisogna capire perché si è imposto l’orizzonte di senso dell’io, dei tanti io miseramente in lotta tra loro e distruttivi del pianeta bellissimo che ci accoglie e ci nutre. Bisogna capire e bisogna togliere senso a questi io, anche per salvarli da loro stessi ,perché loro da soli sono impossibilitati a farlo. Salvarli con l’atto pubblico, femminile, in primis, dimostrare che l’esistenza consiste in tutt’altro da quanto loro affermano. Bisogna che appaia una cultura di donne con un orizzonte di senso, di pensiero e di vita che riporti il respiro nel mondo e ripristini la sua poesia .

Bisogna che il Tu risorga e si imponga. Questa volta con forza di giustificazione.


Uno studioso autorevole ha affermato che siamo a due minuti dall’Apocalisse.


Bisogna fare veloci.

 

Condivi su:

Lascia un commento

Informativa: questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi