un filo di Sophia

5 - Dai brividi quantici diadici... ai corpi aerei della ultra-umanità lontana

La vita, dovendo necessariamente e logicamente essere pensata, come energia originaria di sviluppo in forma duale desiderante, inventa fin dall’inizio esistenti che entrano fra loro in rapporto e si cercano, si conoscono con organi sempre nuovi: captandosi, aggirandosi, con particelle, onde e raggi, spinte attrattive variamente modulate…. e poi tatto, udito, olfatto, vista, ecc… fino alla intelligenza, alla creatività, all’estro, alla parola umana.
La parola viva e piena.
La parola coltello, eros e mare.
La parola che trascina con sé tutto il passato evolutivo e lo attualizza in una forma di contatto nuovo, arioso, vivace, stimolante.
L’aerea parola che vivifica i corpi, penetrandoli.
E questo ancora è l’amore.
E prima di essere amore, è capacità di riconoscimento e di rispetto.
E’ puro sentimento della giustizia.
E’ arte, la cui bellezza ferisce con lame di paradiso.

Riagganciandoci agli inizi cosmici dell’esistenza e appoggiandosi a delle immagini si potrebbe dire questo….
All’inizio, a fremere nel nulla, furono infiniti brividi quantici in tensione diadica di desiderio.
Da essi scaturirono le particelle che presero a cercarsi e a rincorrersi follemente nello spazio infinito, e poi ad aggirarsi, a cercarsi ancora, ad agganciarsi, aggregarsi in forme di relazione nuove, differenziate, ecc…

…Ma forse, chissà, milionesimi di milionesimi di millisecondi prima di queste folli rincorse desideranti, il brivido del nulla si illuminò di una visione in cui apparve per un milionesimo di milionesimo di millisecondo tutto quello che sarebbe venuto nello slancio di invenzione dell’universo evolutivo a forma duale . E lasciò la sua impronta. Per un infinitesimo di millisecondo, i brividi del nulla sopportarono una tensione infinita. E furono imprintati dalla visione del tutto che diede loro l’orientamento, prima che esplodessero nell’infinito che si configurò come spazio.
Allora presero ad stringersi insieme quanti di niente, formando delle particelle, che furono lanciate nello spazio ed esse presero ad aggirarsi, poi ad aggirarsi in giri sempre più stretti fino quasi a formare una sorta di corpo compatto che entrava in relazione di accomunamento in forme sempre nuove con altri corpi compatti ecc…fino ad arrivare alla formazione degli atomi, delle molecole, e poi via via delle cellule, degli organismi vegetali e animali, determinando di grado in grado forme di esistenza sempre nuove, ricche, vivaci in grado sempre di trascinare con sé il loro passato cosmico e comunicarlo estrosamente l’una all’altra in un trionfo della vita che veniva poi lasciato in eredità alle generazioni future che gli esistenti di ogni grado erano spinte a creare, perché esaurita la loro energia, queste conservassero le forme di vita dei generanti e in esse avanzassero ancora .
E si arrivava al grado umano, nel quale le singolarità esistenti sono in grado di inventare il miracolo del viversi senza offesa. Sono in grado di inventare le forme del rispetto, del diritto, dell’arte e della conoscenza in tutti i suoi molteplici e affascinantissimi aspetti. E sono in grado di resistere al putiferio del mondo con il suo corteo di relazioni brutali. L’amore comprende e attualizza in forma nuova questi passaggi.
Questo fa dell’amore per la persona amata la forma di vita umana più intensa e più alta.

Riagganciamoci al titolo di questo capitoletto Dai brividi quantici diadici…ai corpi aerei della ultra-umanità lontana.
Inventati i gradi di vita che conosciamo, che cosa inventerà ancora l’energia erotica desiderante? Che cosa farà, quando il sole sarà vicino a spegnersi e forse l’universo a collassare?
Qui entra in gioco la poesia dell’immaginazione libera, ma non arbitraria, perché si appoggia al pensiero delle origini e intravede un sviluppo estremo.
Un giorno lontanissimo forse si svilupperanno esistenze del tutto aeree e di infinita sensibilità e vita infinita. E si affermerà un nuovo grado che assorbirà i precedenti, e ne serberà la memoria e l’energia. In ognuna di queste esistenze aeree, palpiterà la storia dell’universo. E questo sarà il momento più alto dello sviluppo dell’esistenza cosmica. Queste entità, anime diciamole con una parola della tradizione, angeli, diciamole con un’altra parola della tradizione, desiderandosi, si legheranno le une alle altre per un accomunamento di vita sempre nuova, creeranno un mosso equilibrio di nessi, di nessi aerei, per un equilibrio di comunione trepidante e sempre nuovo.
E se l’universo sparirà, vivrà in loro. Sarà custodito da loro .
Allora… forse per questa via esse raggiungeranno l’immortalità….come vita viva sempre in atto.

Noi dobbiamo preparargliela, intanto che diciamo “beate loro! Beatissime”!!
Un’idea tende a svilupparsi fino all’estremo delle sue possibilità.
Un’energia tende a svilupparsi in tutto il suo potenziale.
La realtà, innervata da questa energia in sviluppo, fa lo stesso.
In considerazione di ciò si può anche immaginare ciò che ho immaginato.

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