un filo di Sophia

2 - La struttura originaria come energia in sviluppo di forma duale erotica.

Che cosa ho imparato da questo pensiero?
Ho imparato che la vita nasce e si sviluppa come energia strutturata in forma duale desiderante . Cioè in forma erotica. Do a questa parola il significato più alto, più puro, più intenso possibile. E lo riempio di poesia.
Abate dice che la vita nasce come tendenza ad altro, come tendenza tra esistente ed esistente. E questa tendenza fra gli esistenti si sviluppa orientata da un fine a venire: la vita piena e ricca fra esistenti che riescono a conoscersi e viversi, a vivere l’uno la vita dell’altro e a far vivere all’altro la propria vita, restando entrambi inviolati e immuni da danno.
Questo accade nel grado umano.
E, se questa forma di vita è stata impedita, questa resta la forma più alta di vita che all’humanitas spetta di realizzare.

L’esistenza non può emergere da altre matrici.
Non può scaturire dall’ Essere, comunque l’ Essere sia concepito ( Dio, atomo, monade, soggetto, ecc… ).
L’Essere non può divenire. L’Essere non ha in sé il principio del movimento.
L’Essere è.
E’ quello che può essere: identità statica, sempre uguale a se stessa, che non da origine a nulla di diverso rispetto a questo suo eterno permanere in se stessa.

Allora, se l’esistenza non si fonda sull’Essere, ma si fonda sul divenire, significa che si fonda sul movimento con valore assoluto.
E il movimento con valore assoluto non può che essere costitutivo ad un’energia di forma duale, che si afferma come tendenza in sviluppo fra esistente ed esistente. Si potrebbe anche dire come originario desiderio dell’esistente che cerca incessantemente l’altro esistente, trovandolo sempre e non trovandolo mai. Il movimento è tutt’uno, e non potrebbe essere diversamente, con questa energia cosmica che si esprime nella tendenza dell’esistente che cerca all’infinito l’altro esistente e realizza con lui forme di vita sempre più alte, più complesse, più vivaci. Fino alla specie umana e poi oltre…
Concepita così l’origine, non è in nessun modo possibile dire che questo movimento di esistenti che si cercano per conoscersi e viversi, non sia che
necessità di movimento! E’ movimento assoluto. Per nessun motivo l’esistenza così concepita potrebbe essere statica.
Mentre statico, e in sostanza inesistente, è tutto ciò che è fondato sull’Essere.

Se l’esistenza scaturisce da un’energia di forma duale desiderante, significa che si esprime come tendenza all’altro, significa che fin dall’origine, quando
esistevano soltanto “gli atomi di spazio”, gli esistenti non erano uno, ma potenziali folle di dualità in relazione di conoscenza e di vita.
Se l’origine non può essere pensata altrimenti, se razionalmente deve essere pensata nella forma di un movimento di slancio desiderante, erotico, fra
esistenti, nello stesso tempo significa che lo slancio, essendo slancio, è appunto energia. E’ movimento. E’ vita che si va attuando. Nel grado umano si esprime come bellezza di amore, in cui il dinamismo della relazione si compie senza compiersi mai.
Per qualsiasi altro fondamento che voglia spiegare la vita, il movimento è un attributo non necessario alla struttura del fondamento. Il movimento è un
attributo messo ad hoc dal filosofo, perché non ha saputo configurarsi la forma duale dinamica dell’energia nell’atto di scaturire dai trasalimenti del nulla. Potremmo intanto dire che l’esistente, che desidera l’altro esistente scaturisce dall’energia desiderante , erotica che affiora dai brividi del nulla e da nient’altro potrebbe affiorare.

Se l’energia ha questa forma, allora ha una meta.
E tale meta è dinamica. E’ la tendenza fra esistente ed esistente che vuole realizzarsi sempre di più. E spinge, perciò, a creare realtà sempre nuova, sempre mossa, sempre in grado di interpretare, con nuove strutture di relazione, il senso iniziale della tendenza che spinge la singolarità esistente a cercare altre singolarità e unirsi a loro in legame di reciproco riconoscimento, di accomunamento vivente. Questo accade nei gradi elementari dell’esistenza e in quelli più evoluti. L’impeto originario è lo stesso. Duale. Desiderante. Le forme di relazione, invece sono differenziate in ogni grado ma lungo una via che porta la tendenza fra esistente ed esistente ad arricchirsi di sempre nuove determinazioni. Nel grado umano questa capacità di accomunamento vivente è stata chiamata amore.
L’amore esprime la tendenza fra esistente ed esistente che si è realizzata come vita che vive e rivive la vita dell’altro, lasciandola intatta.

A mano a mano che l’amore viene inventato, insieme viene inventata una nuova concezione dell’esistenza. Un nuovo pensiero, una scienza arguta e gentile, un’arte fascinosa, una politica adeguata alla dignità del rango umano
L’invenzione di amore nel mondo annienta il dominio.
Annienta la violenza del patriarcato.
Annienta la tracotanza del Sum: io sono. Solo io sono.

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Un commento su “2-La struttura originaria come energia in sviluppo di forma duale erotica”

  1. In questo capitolo ho posto la necessità logica del pensiero che è chiamato a pensare le origini dell’esistenza fra esistente ed esistente. La vita non può essere pensata logicamente su nessun altro fondamento. Ognuno con la sua razionalità deve vedere se questa affermazione è fondata. Ognuno, ovviamente, che ne sia interessato.

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