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14 - Il peccato originale. Una struttura epigenetica scritta su quella genetica?

Quando apparve l’errore sulla generazione e si ritenne che il maschio fosse il procreatore, questo errore si radicò nella mente e la strutturò a sua immagine e somiglianza, possiamo dire.

 

Questo errore violò la struttura della realtà che non si può pensare diversamente, se non come animata da una energia costituita dalla forma del duale desiderante. Per essa gli esistenti, esistendo liberamente insieme, sono spinti a cercarsi, trovarsi, viversi e riviversi, restando inviolati e immuni nella loro creatività che è sempre nuova. E , che espressa in forme nuove, mantiene in atto la vivacità della relazione.

Nella vita cosmica si è insieme, e insieme desideranti, quando si è liberi.

 

 

La conoscenza degli esistenti, come fossero ognuno a sé, anche quando sono in relazione e lo sono sempre, è monca. Ed è indirizzata allo sfruttamento

strumentale dell’altro, cominciata con la derealizzazione della donna.

La scienza, così com’è, studia proprietà, comportamenti, leggi di natura al fine di individuare l’utile per la specie umana, non la vera vita che corre fra gli

esistenti della natura. La tecnica trasforma l’utile conosciuto in utile pratico.

 

La scienza deve rivoluzionare lo sguardo. E farsi più audace, più intuitiva, più creativa. Più in grado di penetrare nelle cose. Deve farsi strumento vivo, duale, erotico, di indagine della realtà che è viva, duale, erotica, e quindi affermare la sua conoscenza e tradurla in pratica. *

Penso che il peccato originale sia la costrizione, fatta dalla specie umana a se stessa, a orientarsi in senso contrario al verso che ha l’energia quando affiora dal quasi nulla, nella forma di tendenza desiderante delle singolarità esistenti per le singolarità esistenti, in ogni grado del loro sviluppo.

E che l’energia assuma questa forma originaria è l’unico modo logico consentito per spiegare il movimento e la trasformazione di cui abbiamo esperienza diretta in ogni istante della nostra vita.

 

La specie umana si è costretta da sola a vivere in senso opposto rispetto l’orientamento del dinamismo originario, perché si è tutta immedesimata con l’errore maschile sulla generazione. Questo errore, che ha concepito da sé, deve essere tolto da lei stessa, passando per l’angoscia della colpa e per il dolore dell’espiazione verso la costruzione di una vita nuova.

 

 

A causa di questo errore, la donna fu derealizzata da potenza autoctona generativa a serva dell’uomo.

Poi la natura da vivente divenne estesa, geometrica, digitalizzata.

La storia umana, dopo la sommersione delle Civiltà neolitiche matrifocali, a orientamento estetico e pacifico, si è sviluppata sopra l’errore sull’origine,

possiamo dire che è cresciuta sopra il peccato originale.

 

E’ difficile supporre che l’errore iniziale sulla procreazione non abbia lasciato una traccia di sè nel cervello e una ricaduta sul dna con l’epigenetica.

L’errore, ripetuto nei millenni, rincanalò e rimodulò diversamente l’energia neuropsichica su piste sinaptiche nuove, estranee alla natura originaria della

sorgente creativa duale, per cui gli esistenti sono naturalmente orientati l’uno verso l’altro dalle potenti forze creative della bellezza erotica delle origini.

 

E’ razionale supporre che questo dirottamento dell’energia originaria nelle strutture interne della mente, determinando comportamenti di sopraffazione

anziché di spontaneo riconoscimento reciproco, con il tempo abbiano indotto modificazioni sempre più profonde nella natura umana. E’ lecito e razionale supporre che si siano iscritte appunto nel dna come epigenetica e nel cervello come stravolgimento della sua tensione originaria, determinando poi tutti quei modelli interni di conoscenza e di vita pratica, di cui ora vediamo gli esiti mortiferi.

Echi dell’autenticità del vivere palpitano sempre nell’interiorità umana.

Sono dolorosi e nostalgici, inumiditi di lacrime, sogno e speranza.

 

La figura di Lazzaro ci parla di queste cose.

Lazzaro è dentro una tomba ricoperta da una grossa pietra.

La vita è impedita ad esprimersi a causa di quella enorme pietra.

Lazzaro nella tomba patisce la sua morte e vuole venire alla vita. Qualcuno capisce, si avvicina alla tomba, non lascia inascoltato il pianto, il dolore, lo

strazio e assalta con fede l’orizzonte dell’impossibile. Ordina: “Levate la pietra!” Gli vien detto: “Signore già puzza!” Ordina più severamente: “Levate

la pietra! ” La pietra viene tolta. Egli con autorità grida: “Lazzaro vieni fuori. Vieni fuori Lazzaro! Non stare più lì!”. E il morto esce. E’ avvolto in un sudario. Le mani e i piedi sono stretti da bende. “ Ora scioglietelo e lasciatelo andare. Vai Lazzaro. Vai. Andiamo.”

 

C’è sempre la scrittura che freme e palpita tra le maglie della sovrascrittura. …

E’ sempre la genetica che freme e palpita sotto la corazza epigenetica.

*

(….E mangiare due pomodori di due piante che sono state in comunione tra loro, probabilmente, dà energia più che mangiarne chissà quanti!….)

(Oppure: quanto benessere ci darebbe una casa fatta con legni che sono stati alberi insieme. Quanta energia palpiterebbe ancora da travi che un tempo erano tronchi di alberi che si vivevano…Tutto questo è lecito supporlo ed è coerente con l’idea di origine che qui ho proposto, anche se queste cose potrebbero non piacere agli accademici.)

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