un filo di Sophia

Menu

13 - La scienza che non conosce il reale, ma solo gli aspetti utilizzabili del reale

Quando studia un oggetto della natura, la scienza lo osserva, rileva le sue proprietà, fa le misurazioni, individua le costanti, le traduce in leggi, in formule, che, dopo l’esperimento scientifico, gli consentiranno con sicurezza di piegare quell’oggetto alla volontà di potenza delle élites dominanti.

Ma la scienza resta in superficie.

 

Lo scienziato resta in superficie, perché lui studia l’ oggetto come fosse a sé, anche quando lo mette in relazione con altro.

Ma di queste relazioni lo scienziato non vede il senso vero, in quanto crede che l’atto di stare in relazione di un esistente con altri sia di tipo strumentaleutilitaristico e strutturalmente simile a quello che l’uomo ha con la natura: la ricerca del vantaggio per sé. ( O, demenzialmente, per mini segmenti desossiribonucleici !)

 

Cioè crede che la relazione avvantaggi i singoli, non che sia una forma di vita assolutamente valida in sé.

 

Ma è proprio questo che è sbagliato!

 

Il mondo non è fatto da esistenti in sé stanti, alla ricerca ognuno di servirsi delle relazioni con l’altro a proprio vantaggio. O ancora più riduttivamente a vantaggio del proprio dna, e scendendo ancora, a vantaggio di un singolo gene molto molto egoista. Il più egoista di tutti!

 

Gli esistenti inventano i nessi di relazione perchè sono attratti gli uni dagli altri e si desiderano. Attualizzandosi in atti di relazione, vivono l’uno la vita dell’altro. Inventano strumenti sempre più nuovi, più ricchi, più alti per conoscersi e viversi. Il cosmo è un oceano di flussi desideranti di energie erotiche e le relazioni hanno valore in sé. Valore assoluto. E sono queste che nell’atto di accoppiamento sessuale si trasmettono. Non si trasmette nessun gene egoista e nessun dna con valore a sè. Si trasmette la forma di relazione migliore. Si trasmette la forma di relazione che realizza la tendenza fra esistente ed esistente nel modo più alto, più puro, più estroso. Si trasmette la tendenza desiderante attuata nella forma migliore, di cui il gene è solo uno strumento, come un pennello è solo uno strumento davanti allo splendore di una pittura.

 

Quando la scienza dice di aver individuato le proprietà di un esistente e le sue leggi, deve capire che quelle non sono né proprietà, né leggi di quell’esistente, ma sono strumenti per la relazione che quell’esistente inventa quando intercetta l’altro che gli è necessario e tende a lui. Quando un esistente capta un suo pari, allora cercando l’accomunamento vivificante con lui, il suo interno comincia ad elaborare mezzi che consentano questa relazione. Perché quando degli esistenti si intercettano tra di loro, sono come costretti a inventare strumenti di relazione che consentano loro di sentirsi, capirsi e viversi. Questo fatto è stimolato dalla matrice dinamica desiderante dell’esistenza che va necessariamente pensata come energia duale in sviluppo e sempre in atto. (Si provi il contrario!) Ed è questa matrice che dà il la al corso dell’esistenza.

 

La scienza deve individuare queste forme di accomunamento dove si sviluppa energia. La scienza deve smettere di credere che ciò che studia sono proprietà dei singoli. Non sono proprietà. Sono nessi viventi, che le singolarità esistenti creano da loro, per loro, per collegarsi tra loro. Ed è a essi che la scienza deve guardare!

 

La scienza deve capire che quando avviene una modificazione in un esistente anche un altro risponde con la sua energia, perché i due si sono intercettati e si inviano input di conoscenza e di vita. E bisogna coglierli insieme nei balzi energetici in cui vengono alla relazione tra di loro!

E sono questi nessi viventi, energetici, che andrebbero incorporati tecnicamente negli oggetti, i quali allora sarebbero non cose, ma in qualche modo realtà viventi anch’esse. Questa tecnica è da creare.

Per questa via nascerebbe anche la cura di questi oggetti. Chi li possiede si affezionerebbe, li curerebbe e sarebbe superato il consumismo mortifero.

La scienza ha porte spalancate davanti a sè! E, con la tecnica, ha da inventare tutto quello che non ha inventato e generare vita , gioia e futuro.

Condivi su:

Lascia un commento

Informativa: questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi