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12 - Il primo rudimentale esperimento scientifico riguarda le origini

Il maschio volle dare consistenza intaccabile alla sua conoscenza sulla generazione, o ancora meglio, alla sua interpretazione unilaterale circa la generazione. Chi era il generante? Se era lui, come pretendeva di esserlo, doveva avanzare prove inoppugnabili.

Per lui, era necessario individuare le prove, che provassero fuor di ogni dubbio, che al maschile spettava il ruolo, lo status, la cultura della sua superiorità

nell’atto generativo e quindi in quello intellettivo e di giudizio, mentre il femminile veniva abbassato, umiliato, ridotto a materia a servizio del maschio.

Quindi bisognava cercare le prove certe che permettessero quel capovolgimento di civiltà, da matrifocale a patriarcale, che ormai il maschio si sentiva in diritto di pretendere a suo vantaggio.

 

 

E nacque il primo esperimento scientifico .

 

 

Il maschio formò due gruppi di donne.

 

In una segregò le donne che non dovevano avere rapporti sessuali. E fece vigilare l’area da maschi fidati. Forse da eunuchi. I primi ad hoc?

Condusse in un’altra area le altre donne, assieme agli uomini che dovevano intrattenere rapporti sessuali con loro.

Quindi fece le sue constatazioni insieme esatte, ma unilaterali e superficiali.

 

 

Quindi infondate.

 

Non gli passò per la testa che la sua era una visione parziale e che la donna poteva essere portatrice di seme nascosto. Lui si fissò sul suo evidentissimo

sperma. Non gli passo nemmeno per la testa di prendere in considerazione che nel grembo della terra c’erano semi (di erbe, alberi, frutti) che né lui, né nessun altro maschio, avevano deposto. Ma in primo luogo non riuscì a intendere che il seme della donna era protetto e nascosto nel suo grembo, insieme di carne vivente e di terra verginale sacra.

 

Il principio di ragion sufficiente del suo rozzo esperimento “scientifico” lo confermò in ciò in cui voleva venir confermato.

La scienza da allora sarà sempre esatta e tuttavia assolutamente parziale e tale da non poter rendere conto della realtà, ma solo degli aspetti utilitaristici che derivano del suo studio.

 

L’intuizione del nesso seme-terra-frutto divenne con certezza rapporto sessualegravidanza- figlio, operata dalla sua potenza seminale.

 

La donna si trasformò in uno strumento della potenza maschile.

 

E fu costretta ad accettare.

 

La derealizzazione della donna, la spogliazione del suo potere, l’attribuzione del potere generativo e conoscitivo ai maschi, fu il modello su cui impostare anche le relazioni con la natura e quelle con l’altro pari.

Questi atti determinarono il violento cambio di Civiltà che si verificò circa 5000 anni fa, quando le società matrifocali con orientamento estetico e pacifico, furono sostituite dalle società patriarcali, a orientamento gerarchicocompetitivo- militarizzato.

 

Nacque una nuova forma di conoscenza, non più vivace, intuitiva, femminile e rispettosa della terra madre. E capace di tradursi in tecnica estetica per il

benessere della comunità.

La forma patriarcale della conoscenza è esatta e mancante, strumentale e utilitaristica. Disastrosa.

Di essa, una nuova matrifocalità prenderà tutto ciò che può entrare nel suo orizzonte di senso. Il resto Geenna!

 

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