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11 - Dalla derealizzazione della donna alla derealizzazione della natura

Con la pratica dell’agricoltura e il nesso causa -effetto esteso dalla terra alla donna, è salita sul palcoscenico della storia una conoscenza strumentaleutilitaristica che ha vinto.
L’ arroganza dell’errore ha negato prima alla donna la fierezza della sua potenza, poi alla natura di essere realtà vivente.
La natura è originaria potenza che sviluppa la sua esistenza con forme di relazioni sue e con sue modalità espressive.
La natura e la donna furono depredate della loro autoctonia realizzatrice.
Ciò che si muoveva libero, divenne posseduto; ciò che maturava spontaneo, subiva formazione coatta; ciò che era aperto al futuro, fu condannato ad
involversi o a non evolversi affatto.

 

 

Il nesso di causa ed effetto, che collegava il seme alla terra, divenuto il nesso che collegava lo sperma alla materia di un grembo femminile passivo,
sottrassero in modo violento alla donna il suo ruolo di potenza creativa e di
potenza selettiva.
Seguì la derealizzazione della natura che divenne, insensibilmente prima cosa estesa , poi costitutiva di figure geometriche, numeri, correlazioni matematiche, leggi che permettessero di prenderla, manipolarla, piegarla alla volontà di potenza di chiunque avesse i mezzi di farlo. Pensandola geometrica, ci si poteva infatti scatenare su di lei. Pensandola viva si inibiva in se stessi la bramosia dell’assalto.


In questi anni la vita ha subito un altro radicale processo di derealizzazione. La digitalizzazione dell’esistente con la quale la realtà è fatta coincidere con
infinite serie differenziate di uno e zero.
La digitalizzazione è un processo irreversibile, utilissimo a liberare dalla coazione del lavoro, e a permettere alle persone di frequentarsi creativamente
e con piacere, anche se abitano lontanissimo.
Ma se il processo di digitalizzazione non verrà governato da principi regolativi femminili, all’interno di un orizzonte di senso femminile, innestato sulla forma duale originaria della vita, alle sequenze di uno e zero della digitalizzazione verranno tolti via tutti gli uno e splenderanno, sotto il sole, somme infinite di zeri senza residui.
E così il processo di derealizzazione, iniziato spogliando la donna della sua realtà, raggiungerà il culmine quando raggiungerà il niente , la derealizzazione totale dell’esistente.
Le idee tendono a realizzare tutto il loro potenziale. Così i processi.
La derealizzazione si attua al massimo quando arriva al niente.


E ci arriverà.


Ci arriverà, se la digitalizzazione del mondo, non sarà governata dalle donne.
Nel corpo delle donne, infatti, è iscritta l’istanza originaria duale creante.
Le menti di donne, che vibrano in un corpo in cui è portata all’essere la nuova esistenza e la cura della vita, guideranno il mondo.

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