un filo di Sophia

Menu

10 - Il Patriarcato emerge con l'individuazione del nesso seme-terra-fioritura

La donna neolitica, come la femmina di tutti gli animali, avvertiva in se stessa la sua forza originaria.
L’avvertiva forse oscuramente, ma con sentimento certo e capacità di orientamento sicura. Per cui la femmina umana si muoveva nel suo habitat ed era rispettata da tutti .

Alcune migliaia di anni fa cominciò a svilupparsi l’agricoltura…


E l’agricoltura stimolò un nuovo modo di osservare e di conoscere.
Certamente il rapporto di causa-effetto si precisò e si rafforzò.


Per l’agricoltore, che osservava il ciclo stabile di vita delle piante, diverso da quello più imprevedibile degli animali, il nesso causa-effetto diventò più chiaro, si ordinò, si interiorizzò, divenne a un certo momento un modus operandi della mente. Una categoria a priori, avrebbe detto poi Kant. Una categoria a priori in grado di funzionare autonomamente, in modo meccanico.


Poi il nesso causa-effetto, osservato in un contesto, per un processo di generalizzazione, si estese ad altri aspetti della vita, riconducibili ad esso.
L’osservazione ripetuta del seme in terra, che dopo un po’ di tempo germoglia, si sviluppa e dà frutti, dovette aver indotto i maschi a stabilire un nesso tra questo fenomeno e l’atto sessuale, attraverso cui il loro seme, lo sperma, immesso nel grembo femminile, agiva come il seme messo dentro la terra.


Per un processo estensivo della conoscenza, il grembo femminile venne associato alla terra e abbassato a oggetto di cui il maschio si attribuì in proprio la proprietà. Non più attivo, non più potente, non più in grado di rimandare alla potenza creatrice autoctona della donna, declinò di un declino che sarà assoluto, fra poco, quando inventeranno il grembo tecnologico e la storia dell’errore avrà raggiunto lo scopo per il quale era sorta 5000 anni fa. Lo scopo di espellere del tutto la donna dal processo generativo.

 

La Madre, la Dea, la Donna dismisero di essere creatrici di mondo e autrici di Civiltà. E il mondo fu avviato in una direzione opposta rispetto a quella annunciata nelle società matrifocali. Fu avviato verso il nulla, anziché verso la sua fioritura.

 

 

La donna perse se stessa.


I figli furono chiamati con il nome del padre. E per il padre divennero il segno della sua potenza.
Cominciò il processo di derealizzazione del vivente, l’attitudine cioè di portare via all’altro ciò che è costitutivamente suo e di trascinarlo nel proprio orizzonte di senso come potenza unilaterale sovrana.
E la prima derealizzata fu la donna.
Poi la natura, poi i maschi più miti.
Quindi si volle impadronirsi anche di tutto ciò che la mente umana creava con il suo estro creativo (scoperte, arte, pensiero), e utilizzarlo per fini di potere e di prestigio a vantaggio delle cosiddette élites dominanti.


La pratica della derealizzazione sta trionfando.


Con la manipolazione genetica dell’embrione, e con l’invenzione prossima di un grembo tecnologico la cultura maschile intende impadronirsi in toto della potenza procreatrice femminile. Alla donna regala gentilmente l’opportunità di omologarsi al raffinatissimo e furbissimo pensiero strumentale del Patriarcato.


Questo è l’abbaglio più grande e più pericoloso del pensiero umano da 5000 anni a questa parte. Le sorti magnifiche e progressive che intende avere
prodotto, fin dall’inizio hanno derubato l’esistenza di se stessa.
La tendenza originaria desiderante fra esistente ed esistente porta, per sua natura, a inventare relazioni di riconoscimento profondo dell’altro, con la sua
singolarità, la sua dignità di esistente unico e irripetibile, la sua bellezza, il suo essere mosso da forze sue verso cammini di fioritura per la grandezza sua, della relazione e del mondo in cui si riversa.


La naturale formazione di relazioni di rispetto e riconoscimento reciproco fino all’amore, venne violentemente repressa e l’esistenza fu costretta ad esprimersi su un versante solo, con un solo soggetto, una sola modalità di pensiero che ora si è tradotta in tecnoscienza universale e universale governo neoliberista del mondo, mentre il pianeta sta collassando.

Condivi su:

Lascia un commento

Informativa: questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi