I luoghi e le pratiche

Siamo donne alla ricerca del nostro ordine di senso.
Siamo all’Opera da decenni, alcune dagli inizi degli anni ‘80, altre prima, altre dopo.
Siamo parte della gravidanza femminile della Storia e abbiamo generato luoghi e imprese di sole donne: librerie, centri e comunità di ricerca.

Il Centro Ricerca Documentazione Donna di Foggia è nato nel 1983 ad opera di Mariagrazia Napolitano, Rosa Porcu, Ester Battaglini, Pia Marcolivio, Adele Longo, Cosetta Diegoli, Maria Squarcella e ha visto alternarsi molte presenze di donne, in genere insegnanti.
In sette abbiamo dato inizio a una pratica di ricerca sul senso dell’esperienza femminile.
Partire da sé e farci parola è stato il fondamento della nostra pratica, ma abbiamo chiesto luce anche a pensatrici e pensatori del nostro tempo:  Luce Irigaray, Clarice Lispector, Christa Wolf, Luisa Muraro, James Hillmann, Erich Neumann,  D.W.Winnicott,  Simone Weil, e alla miriade di saggi di donne che ha costituito la fioritura del pensiero femminile.

Iniziatica è stata per noi l’esperienza del “Virginia Woolf”, l’Università delle Donne di Roma e, in particolare, il pensiero di Alessandra Bocchetti su l’indecente differenza”, ”l’ambiguo materno” e “l’analisi dell’ovvio”.

Fonte di forza e di respiro è stata negli anni La Libreria delle Donne di Milano con le sue segnalazioni librarie, la rivista “Via Dogana” e i “Sottosopra” e, in particolare, il pensiero guida di Luisa Muraro a partire da “Maglia o uncinetto”, “La Signora del gioco”, “Guglielma e Maifreda”  fino a “il Dio delle donne”, “Le Amiche di Dio”, “Al mercato della felicità” ecc.

La nostra ricerca è partita dalla madre.
La madre è una figura che segna a forti tinte la civiltà del Sud ed è, a livello universale, la figura più  determinante nell’orientamento vitale, simbolico e spirituale di ogni creatura.
Nel bene e nel male.
Abbiamo guardato l’opera delle nostre madri e la nostra opera materna e abbiamo attraversato miseria e grandezza femminile.
Il Centro nel tempo ha preso il carattere di un Luogo materno della “Politica Prima”.
Una forma della politica che viene prima di ogni altra forma perché si fonda su relazioni e non su idee e interroga l’esperienza singolare per cercarne i significati universali.
Fondamento epistemologico è stato per noi il linguaggio del corpo e la ricerca della giusta correlazione fra corpo e parola.

Abbiamo messo da parte la logica negativa che porta a vedere nell’altro il nemico e abbiamo scelto di partire da una logica d’amore rispettosa della sacralità dell’essere.
Ogni parola viva in cui si incarnava l’esperienza trovava posto nei nostri quaderni.
Cercavamo la verità femminile e ne annotavamo il senso, facendo della nostra fede in lei il nostro vangelo.
E’ in questo grembo sacro che ha potuto “apparire la Figlia” il simbolo mancante all’Umanità.
L’abbiamo portata alla Luce nel ‘92 in un foglio dal titolo La figura della figlia.
Negli stessi anni nasce a Roma ARCIDONNA grazie a Anna Corciulo e Mariagrazia Napolitano che con tantissime donne dell’ARCI danno vita ad una riflessione sul tempo delle donne.

la più antica immagine del Monastero Crostarosiano

Agli inizi degli anni 90 siamo entrate in contatto con l’esperienza mistica di una madre fondatrice, Maria Celeste Crostarosa una  di cui il Monastero di Foggia conserva le spoglie e l’immenso patrimonio di pensiero.
Da allora la nostra ricerca ha trovato in lei il suo punto luce.
Abbiamo realizzato due convegni di studi crostarosiani con l’ISSR accompagnate dalla competenza storica e simbolica di Luisa Muraro.
La costruzione del simbolico della madre ha trovato nella Crostarosa una miniera di senso capace di rivelare lo Spirito Madre che illumina l’Opera delle Donne.
Ne abbiamo fatto materia di ricerca in diversi luoghi di magistero femminile.
Ad Orvieto nei Seminari estivi di Mistica e Politica.
A Pescara nella Comunità Eleusi.

I Seminari di Mistica e Politica rappresentano la seconda generazione di un percorso di ricerca che comincia a Terradilei. 
Terradilei nasce sulle colline umbre di Fabro ad Opera di Silvana Manni. che lascia la sua casa romana per investire tutto nella creazione di un luogo sacro, naturale: una collina immersa in un bosco luminoso e circondata da una sorgente d’acqua che ne delimita i confini e ne fa un luogo inaccessibile. Aperto alle sole donne e alla sacralità del corpo femminile.
E’ questa la fonte ispiratrice dei primi Seminari annuali “il Corpo il Luogo il Sacro” concepiti da Laura Guadagnin con Silvana Manni e Mariagrazia Napolitano nella prospettiva di trovare un accesso al divino femminile.
Nasce così la prima generazione di Seminari estivi che si sposteranno ben presto ad Orvieto  e prenderanno posto nei palazzi, nelle sale e nei luoghi più significativi del centro storico seguiti da una corrente continua di donne in ricerca.
L’evoluzione di Terradilei/Orvieto segue uno spostamento dell’asse di ricerca che va da “il Corpo il Luogo il Sacro” a “Mistica e Politica” grazie a Luisa Muraro e Erminia Macola.
E’ una dilatazione di senso che procede di anno in anno man mano che la ricerca attraversa la mistica di luoghi e culture straniere fino a concentrare la luce sulla mistica laica.
Cambiano il luogo e la corrente femminile.
La ricerca si approfondisce e investe quella che ormai è una Comunità di Mistica e Politica.
I Seminari trovano dimora nel Monastero San Lodovico, un antico convento nel cuore di Orvieto, che si fa luogo di ricerca e albergo delle ricercatrici, grazie all’opera lungimirante di Suor Giovanna, una donna consacrata ma assolutamente padrona dello spirito dei tempi.
Punti luce lungo questa via della ricerca diventano Antonella Lumini e Angela Volpini, portatrici di esperienze mistiche e laiche.
Nadia Lucchesi in particolare concentra l’attenzione della ricerca sulla coppia divina Anna e Maria, generatrici della Figlia e del Figlio divino.
La lunga genealogia delle dee doppie trova in Anna e Maria la manifestazione ultima.
Ricerche estreme che trovano nel Convegno di Venezia su “Maria”, organizzato da “La 7^ Stanza”, la possibilità di rivisitare il senso della figura della Vergine.

Nel frattempo, il desiderio originario di orientare la ricerca sul divino femminile ha preso a Foggia il carattere di una ricerca sulle Radici del Sacro.
Questo risveglio è nato per caso, come spesso accade.
L’opera artistica di Maddalena Gatta e la ricerca sull’arte preistorica di Laura Leone, attivate entrambe dal simbolismo delle stele daunie e soprattutto della stele di Bovino, hanno fatto da spinta a una domanda di senso che chiede di inoltrarci nella storia dell’Umanità fino a ritrovare le radici del sacro femminile.
Su questo nuovo cammino ci ha fatto luce Luciana Percovich con i suoi studi che attingono alla rivoluzione simbolica operata da Maria Gimbutas nella lettura della civiltà neolitica e proseguono fino al Paleolitico nel rintracciarne i miti di fondazione.

Preziosa la ricerca di Laura Leone sul simbolismo della grotta di Porto Badisco.
Attraverso il simbolismo dell’arte preistorica accediamo ad una miniera simbolica e spirituale che ci porta fino alla cattedrale del Paleolitico: Grotta Chauvet, (link esterno) sulle cui pareti rimane immortalata la potenza sacra della vita e del corpo femminile.
La più antica Umanità ha lasciato tracce di uno Spirito Madre che ha ispirato una civiltà rispettosa dell’ordine sacro della Vita.

09/02/2017

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