Madri... voglio vederti danzare

A vederlo questo minuscolo libro sembra cosa da niente, pare Davide contro Golia, perché pretende nella sua piccolezza di abbattere un gigante come il mito della Mater Dolorosa in cui è stata trasfigurata la potenza rivoluzionaria di Maria.

L’Autrice il toro lo prende per le corna fin da subito, parlando di sé.

Della sua vocazione originaria: scrivere scrivere scrivere “fin da bambina, prima ancora di andare a scuola, …. per trovare uno scudo e una roccia, una coperta e una casa”…. Scrivere per resistere. Per fronteggiare l’incomprensibile e dare un senso e ordinare quello che mi spaventava.”

…”dopo 25 anni di scrittura antistaminica il vento se l’è portata via” … E’ arrivato, inaspettato, travolgente … E ha distrutto ogni cosa, lasciando solo macerie. Così grande e indicibile quella devastazione che assomigliavo alla Madonna Addolorata …… Nella nostra tradizione la sua immagine – vestita di nero, stravolta, in lacrime – è molto più che icona soltanto: è mito e modalità di maternità”

Eccolo lì il toro, la Madonna Addolorata, l’ha già preso per le corna e lo scuote per portarlo alla coscienza, la sua e quella delle madri come lei.

“Esiste un’altra maternità”

Aggiungerà subito dopo. La lancia di luce è partita, mentre continua a tenere il toro per le corna “mamme addolorate per principio, per statuto, per identità aprioristica, non a posteriori: mamme addolorate a prescindere. ….. E a loro riesce proprio difficile amarli così come sono (i loro figli), .. lontani, molto lontani dalla bambola che avevano costruito nella propria immaginazione prima che loro nascessero. Come se i figli fossero loro “creature”proprio nel senso di creazioni che avrebbero voluto forgiare come i biscotti che vengono così bene con le formine”


Eccolo qui il giudizio universale, non è il giudizio di una donna ma il giudizio della Vita Eterna.

E’ così che appariamo alla Madre Divina, peccatrici verso la vita perché continuiamo ad appropriarci di vite non nostre che pretendiamo di addomesticare e forgiare a nostra immagine e somiglianza.



Madri esperte nell’arte del maledire (povera me, la vita è stata crudele … povera me, con tutto quello che ho fatto per te, figlia mia, così mi ripaghi?)

E’ alle madri dolorose come lei che si rivolge, madri che prendono esistenza dalla gloria della croce, della sofferenza senza fine e senza resurrezione.

“Il punto è che, ad un certo punto, ho conosciuto altre madri … madri la cui forza sdradica le croci e le spianta e le usa come leva …. Madri che mi hanno insegnato a benedire. Persino la disgrazia. E a trasformarla miracolosamente in grazia. ….. La croce per un cristiano è collocazione provvisoria … Eppure la celebriamo con più ardore e devozione …di come celebriamo la resurrezione. … Maria è l’unica madre ad aver visto il proprio figlio risorgere.

Alcune di queste madri .. sono da studiare per la loro incredibile capacità di resurrezione…..


Madri risorte, non nonostante la morte, ma proprio grazie ad essa.

Perché prima di incontrarla erano fragili come tante altre, col cuore che si sfalda come i biscotti al mattino nel latte. Madri che quella disgrazia ha reso piene di grazia.


Foggia 8 marzo 2019

Mariagrazia Napolitano

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